testo da rimpiazzare

L' arrivo in giallo blu.

ingresso nel Chievo La parentesi nella squadra emiliana non è stata positiva: Fabio, alle prese con un nuovo infortunio era costretto a seguire la squadra dalla tribuna. Proprio in tribuna a dicembre ha incontrato Giovanni Sartori, direttore sportivo del Chievo, che lo ha invitato a trasferirsi a Verona. Il procuratore era un po’ scettico ma Fabio ha accettato la proposta con entusiasmo: sapeva che sarebbe stato un posto adatto a lui e al suo desiderio di giocare con continuità.

Fabio e Daniela passeggiando in città notavano che la gente non sapeva cosa fosse il Chievo: se una squadra di calcio, di pallavolo o basket. Poi invece la soddisfazione di andare in giro a testa alta per l’indimenticabile promozione in serie A e le straordinarie stagioni a seguire. La squadra del bel gioco si era fatta conoscere in Italia e in Europa, battendo anche i club più forti, grazie all’operato di Luigi Del Neri, di campioni umili e determinati, e di una grande società.

Prima di ogni partita Daniela raccomanda a Fabio di giocare bene e gli fa l’“in bocca al lupo”. Invariabilmente Fabio risponde: “Speriamo dai, è da quando ero piccolo che ho la stessa tensione quando devo entrare in campo”.

Fabio e Daniela

Ogni volta Fabio ha la tensione giusta che lo porta ad avere la volontà e il desiderio di fare bene. È proprio la passione che lo contraddistingue, la grinta, la voglia di giocare che lo porta a metterci sempre l’anima. Se è giunto a questi livelli, superando i numerosi infortuni calcistici, lo deve sicuramente alla sua grande determinazione: pur chiedendo consiglio alla moglie (desidera sentire che le sue scelte siano supportate da una persona che stima e con la quale ha un bellissimo rapporto) continua per la sua strada e arriva sempre all’obiettivo che si prefigge.

Ha affermato Del Neri: “Io potevo motivare i miei ragazzi, ma la motivazione più forte l’hanno avuta dentro quando salivano le scale al Delle Alpi, a fianco di quei campioni che oltre ad essere il doppio di statura, portavano anche cucito sulle maglie lo scudetto. È lì che dici: ‘Voglio dimostrare di essere all’altezza’”.

Fabio nutre ancora oggi per l'allenatore un grande affetto e afferma: “Ogni allenatore mi ha insegnato qualcosa, ma quello con il quale ho condiviso le gioie più belle e che mi ha dimostrato di stimarmi maggiormente è Del Neri”.

E a Verona che il 3 ottobre nasce Virginia

Virginia