testo da rimpiazzare

Verso palcoschenici importanti.

Nel 1994 Fabio è stato ceduto in prestito al Ravenna, dove ha giocato titolare per tutto l’anno in C1. Notato dal Torino, ha esordito in serie A con la squadra piemontese all’età di 19 anni. Era il 28 agosto 1995 (Fiorentina-Torino). Per quella partita Mister Sonetti lo aveva fatto giocare come centrocampista in marcatura su Rui Costa, un campione che fino ad allora aveva visto solo in tv.

Fabio prese alla lettera quanto gli aveva chiesto l’allenatore, non lasciando respiro al giocatore portoghese. Ad un certo punto Rui Costa si era però bloccato dicendogli: “Calma, un attimo. Non stiamo facendo la maratona, stiamo giocando a calcio” È proprio qui che Fabio acquista il simpatico soprannome di ‘mastino dalla faccia d’angelo’ In realtà, il ruolo che predilige è quello di difensore centrale. Ancora adesso, quando capita che debba sostituire qualcuno al centro della difesa, lo fa notare alla moglie con gioia: “Gioco centrale!”. Sente meno sue le caratteristiche del terzino, che richiedono una maggiore spinta, mentre Fabio è più portato a difendere. Dopo una sfortunata stagione a Torino, dove si è rotto il primo crociato del legamento destro, è stato trasferito a Salerno in serie B. però proprio a Torino che nel 1995 ha conosciuto la moglie Daniela.

Matrimonio[dettaglio] “Io frequentavo l’università e i miei genitori, entrambi giornalisti, mi hanno dato la possibilità di scrivere su diverse testate locali per conseguire il tesserino. Mi hanno presentato i responsabili di uno di questi giornali,che mi hanno chiesto di intervistare un  calciatore. Dovevo parlare del personaggio sportivo non tanto sotto l’aspetto professionale, quanto per il lato umano: trattare perciò delle sue paure e timori.

Lui rispose affermativamente, ma lì per lì mi guardò un po’ male ed io pensai: ‘Ma guarda che fenomeni sti calciatori, eh!’. Invece poi ho scoperto che in realtà è una sua chiusura, è la sua timidezza che lo porta a non essere aperto con gli altri; non ha il rapporto facile, l’approccio facile. Gli spiegai che dovevo fare un articolo su di lui per il mio giornale e gli chiesi di chiamarmi quando ne avesse avuta la possibilità.

Lui mi chiamò, ovviamente, e mi disse che come minimo mi avrebbe dovuto offrire una cena. Da qui nacque questa sorta di corteggiamento che è durata un bel po’, perché noi ci fidanzammo nel ’96, cioè dopo circa 6-7 mesi; io ero prevenuta sul genere calciatore: pensavo che fossero un po’ tutti ignoranti!”.

Fabio smentì ben presto i pregiudizi di Daniela. Quando lei lo andò a trovare a casa sua, decise di portargli un film: inizialmente era stata attratta dall’idea di guardare insieme L’insostenibile leggerezza dell’essere di Milan Kundera, poi, consigliata da un’amica, aveva pensato che forse l’argomento poteva risultare incomprensibile ad un calciatore! Aveva perciò optato per Forrest Gump, una cosa insomma certamente più leggera. Arrivata da lui, gli raccontò dell’indecisione, motivando la rinuncia al primo con il fatto che poteva risultare pesante. Fabio la rassicurò dell’ottima scelta, poiché aveva già visto il film di Kundera e ne aveva anche letto il libro.

È infatti appassionato di lettura; è molto colto e nell’anno trascorso a Ravenna si è anche iscritto all’università, pur senza presentare esami, per i troppi impegni calcistici. Prima di essere acquistato dal Parma nel 1999, ha militato per qualche mese nel Monza, una succursale del Milan in serie B.

Solo in quell’anno, dopo 10 stagioni di proprietà del Milan, è stato ceduto a titolo definitivo. In quel periodo lieto evento in casa Moro:

il 7 dicembre nasce la piccola Alice!

Alice